Start-up e investimenti: come e da chi ottenerli

Start-up e investimenti: vediamo insieme le regole per ottenere e da chi ottenere finanziamenti per la tua società.
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Indice

Start-up e investimenti: introduzione

Start-up e investimenti: sai come ottenerli e a chi chiederli per far crescere il tuo business?

Il Registro delle Imprese continua a certificare un costante aumento delle start-up nel nostro Paese, ma le dimensioni di queste aziende rimangono ridotte. Il fatturato medio è intorno alle 170mila €, ma il tasso di chiusura non è alto come in altri settori. Cosa significa? Che da un lato queste nuove società hanno bisogno di soldi ma dall’altro bruciano cassa e non riescono a crescere. 

Vediamo, allora, insieme come per ottenere i finanziamenti per la tua start-up. Ma anche le regole per mantenere il controllo della tua società. E’ infatti necessario evitare la dispersione che si ottiene quando con l’aumento degli investitori aumentano i centri decisionali, rallentando così il processo di crescita dell’azienda. 

Start-up e investimenti: come mantenere la maggioranza del capitale

La prima regola di cui tenere conto è che l’ingresso di nuovi investitori ti consenta comunque di mantenere la maggioranza nel capitale. Quando si ottengono soldi, magari da un fondo di investimento, è possibile che come contropartita venga richiesta la presenza nel Consiglio di Amministrazione. In alternativa particolari voci per poter incidere sulle delibere aziendali. E’ fondamentale che i soci fondatori mantengano più del 50% del capitale, altrimenti rischiano di perdere, già nelle fasi iniziali, il controllo dell’azienda. 

Per mantenere la maggioranza del capitale è possibile ottenere investimenti in due modi: 

  • Racchiudendo gli investitori in una fiduciaria che detenga una parte di partecipazione. All’interno di essa ci possono essere più investitori che però rappresentano un unico centro di imputazione, ovvero la fiduciaria stessa
  • Stabilendo degli accordi: che contengano delle riserve a favore degli amministratori o dei soci investitori, o dei veti che amministratori o fondatori possono porre in essere per mantenere un miglior controllo della società.

Le quote particolari

Un’altra regola fondamentale è creare nello statuto delle quote particolari. Può darsi che vi sia più di un investitore e che questi investitori abbiano fra loro degli interessi omogenei. In questo caso è necessario creare delle quote particolari di partecipazione al capitale, per tutelare questa tipologia di interessi.

Tramite le quote particolari si potrebbe: 

  • riconoscere un peso inferiore di una particolare qualità di soci in determinate decisioni 
  • dare un voto limitato ai soci per particolari argomenti.  

Start-up e investimenti: il work for equity

Per aumentare le casse della società ma anche la sua produttività, un’altra importante opzione potrebbe essere quella di dare delle partecipazioni ai dipendenti. Le start-up innovative permettono la remunerazione dei dipendenti anche attraverso degli equity. Il work for equity è un piano di incentivazione che consente al dipendente di arrivare ad avere accesso alla compagine sociale con il proprio lavoro.

Questo consente di: 

  • ottenere una migliore produttività
  • privilegiare l’aspetto della fedeltà del dipendente o del collaboratore con conseguenti benefici di lungo periodo nella vita aziendale
  • ottenere benefici e vantaggi di tipo fiscale. 

Start-up e investimenti: come attrarre gli investitori

A questo punto dobbiamo fare cassa e siamo qui per capire come ottenere gli investimenti e come raggiungere gli investitori. 

Ad esempio condividendo la mission e la visione che l’azienda e i fondatori hanno, i valori in cui credono e le potenzialità di sviluppo dell’azienda. Questo consente di ricorrere per l’accesso al credito, non solo al mercato bancario, non molto agevolante start-up, ma anche al mercato dei privati.

Il mercato dei finanziamenti privati

Il mercato dei privati può essere raggiunto attraverso degli strumenti, veri e propri finanziamenti innovativi come: 

  • Crowdfunding: si permette a più persone di sostenere, anche con piccole somme, il progetto imprenditoriale
  • SFPC: il titolare non diventa socio della società, ma acquisisce il diritto di poter trasformare questo strumento in quota di capitale, privilegiando quella che è la circolazione degli strumenti rispetto all’essere socio di una società. 

Altri finanziamenti

Se, invece, non si vuole ricorrere a prestiti tra privati c’è, ad esempio, il venture debt: un finanziamento erogato da intermediari finanziari, fruttifero quindi si pagano gli interessi, ma la garanzia del prestito non è sugli asset della società, ma sul capitale sociale. 

Accanto a questi strumenti ci sono anche finanziamenti partecipativi. Ci sono delle banche italiane che optano per questa soluzione. Sostanzialmente la banca finanzia un determinato progetto in cambio di una quota del capitale sociale. Non è previsto il rimborso, ma la banca, potrà far valere i propri diritti connessi a quella quota di partecipazione. Torna, anche in questo caso, l’importanza di evitare di perdere il controllo della maggioranza del capitale per non essere eccessivamente influenzati nelle decisioni aziendali. 

Start-up e investimenti: in conclusione

Queste sono regole importanti per: 

  • accedere al credito
  • attrarre investimenti
  • potersi porre sul mercato in maniera elastica, che consenta di poter mantenere il controllo e la giusta facilità e velocità nelle decisioni aziendali. 

Prima di concludere un ultimo consiglio: trasformare la tua società in società benefit, di cui trovi tutte le informazioni qui

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