Pianificazione fiscale aggressiva: le 7 regole

Vuoi ottimizzare il carico fiscale della tua azienda? Ecco le 7 regole fondamentali per una pianificazione fiscale aggressiva.
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Indice

Introduzione

Se vuoi gestire al meglio la tua attività di impresa e ottimizzare il carico fiscale migliorando il tuo stile di vita devi seguire delle regole fondamentali, ma applicarle senza aver preciso il quadro di fondo può dare risultati, ma non essere efficiente nel lungo periodo: per questo vedremo insieme come attuare una pianificazione fiscale aggressiva!

Ecco le 7 regole fondamentali che devi seguire nell’impostare il tuo comportamento attivo nei confronti del Fisco.

Pianificazione Fiscale Aggressiva: le 7 regole fondamentali

Prima Regola – Essere informati 

Troppo facile dare la colpa al commercialista, al Governo, ad Amazon o ai cinesi.

L’imprenditore è giusto che faccia il suo lavoro, ma è impensabile che si disinteressi degli aspetti legali e fiscali. Si deve informare sui costi che si possono scaricare, sulle agevolazioni fiscali connesse a determinati investimenti e su quali strategie attuare in base alle particolarità del proprio lavoro e della propria azienda. Il comportamento attivo è alla base di qualsiasi forma di pianificazione fiscale, specie a quella aggressiva, finalizzata all’abbattimento del carico fiscale. 

Parte del lavoro consiste proprio nel mettere in pratica un metodo.

Seconda Regola – Scelta del regime fiscale e forma di impresa

Operare come società o ditta individuale, srl o snc, sas o impresa familiare ha delle differenze enormi sia dal punto di vista contabile che operativo. Non esiste una forma migliore per operare, esiste quella che maggiormente si adatta al tuo profilo oggettivo e soggettivo di fare business.

A parità di scelta della forma giuridica (snc o srl) e di attività, due imprenditori possono ritrovarsi ripercussioni fiscali totalmente diverse a seconda delle modalità con cui hanno gestito la propria attività. Uno schiacciato dalle tasse, l’altro con un bel gruzzoletto di bigliettoni in tasca.

A te la scelta.

Terza Regola – Pianificazione Strategica Aziendale

Scelta la forma operativa, individuato il regime fiscale e affinate le nostre caratteristiche è il momento di stilare un piano.

Basti pensare al giusto calcolo del compenso amministratore, la previsione di un trattamento di fine mandato, la possibilità di prevedere delle royalties, la pianificazione di un piano welfare e l’adozione dei buoni pasto. E ancora la previsione di giusti accantonamenti e tecniche per ridurre l’utile di fine anno.

Queste cose si fanno prima, non dopo. Se le fai prima ottieni un risultato, se le fai dopo aggiungi problemi ai danni che sicuramente farai e non avrai le giuste argomentazioni difensive in caso di controllo.

Quarta Regola – Monitoraggio periodico della situazione fiscale

La pianificazione è totalmente inutile e asettica se non è corredata da un controllo, almeno trimestrale, dell’andamento. Più le dimensioni crescono, più il controllo si deve accorciare. Ad esempio su srl con fatturato over 300k suggerisco un controllo mensile.

Dal controllo si analizza l’eventuale presenza di scostamenti da quelli che sono i nostri obiettivi. Tale analisi ci consente di

  • modificare la pianificazione
  • mettere in atto i correttivi per tornare sui binari prefissati.

Quinta Regola – Scelta del Commercialista

Aprire partita iva è una cosa seria, non può essere delegata al “conoscente” che “ci prende poco”. Non è vero che ormai il commercialista non serve e fanno tutto i computer. Alla base delle scelte c’è l’incrocio delle esigenze e delle particolarità del singolo. Quello che risparmierai sul compenso alla fine ti costerà molto di più in termini di tasse l’anno successivo. Quindi: MASSIMA ATTENZIONE!

E’ per questo che con Myaccounting.it privilegiamo il contatto imprenditore-professionista, il mantenimento dello stesso consulente nel tempo e l’instaurazione di un rapporto di fiducia. Quando a tutto questo uniamo una piattaforma di scambio informazioni e documenti all’avanguardia, con modalità telematiche e a distanza ecco che tutto questo diventa indispensabile per l’imprenditore. 

Sesta Regola – Previdenza complementare

Ad un sondaggio dove si chiedeva se fosse più concreta la possibilità di andare in pensione o l’esistenza degli alieni, quest’ultima ha ottenuto un maggiore punteggio tra gli intervistati.

Dotarsi di una pensione integrativa è quindi un buon consiglio per non fare solo affidamento sulla pensione contributiva, obbligatoria comunque, che lo Stato ci erogherà in prossimità della fine dei nostri giorni. Se a questo uniamo il fatto che la previdenza complementare ci dà la possibilità di abbattere il reddito imponibile e risparmiare qualcosa sulle tasse, perché non approfittarne?

Settima Regola – Rispettare le regole e le leggi

Quando mi riferisco a questa regola non intendo dire solo di rispettare le prime sei regole dette qua, ma di rispettare le regole date dal legislatore: la Legge

Ogni giorno online esce un illuminato che offende i commercialisti o che ha intenzione di svelarti segreti che mai nessuno prima di lui ha svelato. Non se ne può più di questi ciarlatani che propongono soluzioni assolutamente illegali, oltre che ridicole. Di “illuminato” c’è solo il lampeggiante che verrà a prendere gli imprenditori che li hanno seguiti.

Conclusione

Con il Fisco non si scherza e questo non è di certo un segreto, le conseguenze di fronte a comportamenti evasivi o elusivi ti manderanno in rovina. 

Fate attenzione a chi vi rivolgete: affidatevi sempre a professionisti con competenze e che vi aiutino a trovare le soluzioni migliori, ma sempre attenendosi alla legge. Solo così potrete raggiungere i vostri obiettivi senza commettere inutili e costosi errori.

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