Quali Sono gli ERRORI che stanno Commettendo Quasi Tutti i Possessori di CRIPTOVALUTE?

Una buona parte dei possessori di monete virtuali sottovaluta il fenomeno dichiarativo.
L’Italia è stato un paese pioniere nel recepimento della quarta e della quinta direttiva antiriciclaggio e nella definizione di valuta virtuale.
Poi, ha inserito delle norme atte a prendere i risultati ottenuti proprio in sede di antiriciclaggio per poterli utilizzare ai fini della determinazione del reddito.
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Molti investitori però, stanno sottovalutando questo fenomeno credendo a fantasie sul fatto che non esistano leggi.

In realtà la situazione è delineata, vi è una prassi amministrativa che si sta stratificando nel nostro tessuto giuridico e vi è consapevolezza da parte della dottrina e della giurisprudenza di operare in tal senso e attivarsi quindi ai fini del monitoraggio fiscale.

Cosa fa l’amministrazione finanziaria?

L’amministrazione finanziaria, nello specifico la Guardia di Finanza, sta iniziando le indagini quando si accendono determinati alert di rischio, ad esempio quando ricevono informazioni sul possesso di monete virtuali da parte dei contribuenti.

Di notevole importanza però è anche il registro degli operatori istituito nel 2022, che obbliga appunto coloro che operano in cripto in Italia a segnalare i dati quali nome, cognome, indirizzo e l’ammontare di quanto transato dal contribuente.

A questo punto incrociamo i dati: tra quelli che vengono segnalati e le dichiarazioni mancanti, ecco che si accendono gli alert che portano l’amministrazione finanziaria a contattare i contribuenti per avere maggiori informazioni.

Avere dei redditi di qualunque natura (ovviamente leciti) comporta il pagamento delle imposte.

Quali imposte? È la prassi amministrativa che ci indica come e in quale misura andare ad operare ai fini del corretto assolvimento degli obblighi dichiarativo-fiscali.

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L’amministrazione finanziaria e la Guardia di Finanza hanno già iniziato un’attività di controllo con il fine di contrastare i fenomeni di riciclaggio, ossia il reimpiego di redditi non dichiarati in attività finanziarie.

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Quindi si, le monete virtuali vanno dichiarate.